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Dalla ripresa del Palio è stato sempre forte lo spirito aggregativo del Comitato del Rione Cattedrale. Radicato nel territorio, innamorato di Palio e della propria identità culturale il Duomo è sempre attivo in manifestazioni di ripresa delle tradizioni enogastronomiche e legate all’arte del territorio.

Fino alla nascita del Comune (sec. XI), la vita economica e sociale astigiana aveva avuto fra i centri più importanti, il nucleo della Cattedrale, con l’antica piazza e l’adiacente Contrada Maestra. Come gran  parte delle istituzioni popolari, infatti, la consuetudine della popolazione astese di riunirsi attorno alla chiesa per trattare questioni comuni, sorse quasi inavvertita per un processo di aggregazione. Era una reale necessità di autogestione motivata dal generale sgretolamento del governo centrale, mentre solo la Chiesa manteneva una certa efficienza e autorità. La Cattedrale, anche nella sua prima forma architettonica, aveva una collocazione funzionale, sorgeva infatti nella zona centrale della città stessa. Gli antichi chiostri, sorsero nel X sec nella zona adiacente alla Cattedrale ed erano sede del clero addetto alla chiesa, che conduceva vita comune secondo la regola di S. Agostino. I chiostri comprendevano anche un ospedale per i poveri e gli infermi; scuole per i giovani che si avvicinavano alla carriera ecclesiastica e un cimitero già preesistente. Il complesso degli edifici della Cattedrale, incluso nella prima cerchia muraria (X sec.), veniva a trovarsi a nord-ovest dei bastioni stessi, quasi a ridosso di quel tratto lungo il quale le difese della città di Asti si accentravano particolarmente su due grandiose opere di fortificazione dislocate in posizione strategica : il Castel Vecchio e il Castello dei Varroni. Si sa che dal 938 d.C. al 1409, il Castel Vecchio  fu sede dei vescovi, ecco perché anche denominato “Castrum Episcopi”. Anche il Castello dei Varroni, doveva essere una fortificazione ben salda, poiché prima di giungere a quel castello si trovavano altre fortificazioni da superare e vi si poteva accedere solo dalla parte interna della città. Due antiche pergamene del 1230 e del 1253, conservate all’Archivio capitolare del Duomo, attestano che il principale mercato cittadino si teneva sulla piazza della Cattedrale col nome di “ forum de dom”. In  quei tempi la vita pubblica era fortemente legata a quella religiosa, così che la storia del Rione Cattedrale è storia civile sia pure permeata di grande religiosità. Prova della religiosità dei reggitori della cosa pubblica era l’uso di intervenire alle principali funzioni religiose. Il Comune, ad esempio, interveniva ufficialmente alla festa del “ Corpus Domini” per mezzo di rappresentanti scelti nel Consiglio dei dodici Savi. E la stessa Cattedrale era spesso sede delle adunanze del consiglio Comunale. Da molti documenti risulto che il Comune di Asti nei sec. XII e XIII spesso teneva le adunanze sui terrazzi del Duomo, “ ubi consilia celebrantur”, cioè dove si sogliono tenere le adunanze. L’inizio della Cattedrale, coincise con la costruzione della seconda cerchia di mura. La nuova area cittadina di maggiore importanza, dato l’ampliamento della città, si spostò allora verso Piazza San Secondo; ma il nucleo della cattedrale continuò ad espletare una funzione di primo piano nella vita economica e sociale cittadina. La Cattedrale risulta espressione dell’aristocrazia astese più antica, oggetto di privilegi nobiliari ed ecclesiastici, in cui assumono un ruolo importante i cittadini e le famiglie nobili. Essi partecipano attivamente alla nascita ed alla gestione con sovvenzioni, ricordate nelle numerose iscrizioni e dagli stemmi dei donatori, in essa riprodotte. La storia urbana del Rione Cattedrale è dunque storia di estremo interesse, perché fondata su numerosissime case-forti le quali furono il nucleo principale di un sistema edilizio che ebbe una parte notevole nelle vicende di Asti. In questo rione i Pelletta, i Capra d’Azzano, gli Alfieri, i Turco, i De Regibus, i Crivelli, i Malabaila, i Montafia, i Ponte, gli Asinari, i Mazzola, gli Zoia, i Solaro, i Burneo, gli Scarampi, gli Strata, i Della Rovere, I Falletti e i Natta edificarono splendide dimore, quale residenza nobiliare. Oggi all’esterno dei fabbricati del rione, si possono scorgere qua e là, sotto le trasformazioni successive e gli intonaci fatiscenti, elementi di archi a tutto sesto od ogivali, con il tipico paramento in laterizio alternato ad arenaria che testimonia la presenza di un edificio medievale. Erano queste le dimore dei notabili della città, dediti alla mercanzia ed al prestito del denaro. 

Naturalmente il Rione Cattedrale, come d’altronde  la restante parte cittadina, ha subito nel corso dei secoli una lenta e continua trasformazione, ed adattando la sua struttura e funzione alle mutate situazioni economico e politiche di Asti, è venuto ad assumere nel tempo li struttura e la fisionomia attuale